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Un luogo per l'interazione delle realtà
della cittadella dei sapori e quelle già consolidate
nel territorio parmense e nazionale
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La felice ubicazione al centro della food valley emiliana e, inoltre, nei pressi dell'accesso all'autostrada A1 e, quindi del costruendo outlet Fidenza Village, ha rappresentato solo la spinta iniziale per il progetto del nuovo grande e poliedrico centro dei sapori e delle bontà enogastronomiche di Fidenza.
In realtà la motivazione più convincente è data dalla grande svolta negli usi e interessi degli italiani che, mai come oggi, forse anche sull'onda di eventi come Cibus ma, soprattutto a seguito dell'aumento degli spazi dedicati dai media al tema, sono almeno incuriositi se non totalmente coinvolti da questo settore.
Oggi la ricerca del prodotto di qualità e la necessità di saperne di più spinge tanti individui a muoversi in lungo e in largo alla ricerca di cibi e vini di pregio, del prodotto tipico o più semplicemente buono ma, soprattutto, a leggere pubblicazioni mirate sul tema, a iscriversi a corsi di cucina e di avvicinamento al bere bene.
Sono nati anche nella nostra zona locali e ristoranti in cui ad una grande ricerca nella scelta dei prodotti e nella preparazione dei cibi si accostano soluzioni tipologiche e distributive ad hoc e accuratissime soluzioni di allestimento oltre ad un servizio impeccabile ma spesso del tutto originale.
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Date la complessità e l'articolazione insite nel progetto, diventa più semplice chiarire fin dall'inizio cosa
non sarà questo nostro polo e, cioè,
un mercato cittadino classico, un centro commerciale, una
fiera permanente, un museo del cibo, un luogo in cui restare
ipnotizzati da una lunga sequenza di prodotti apparentemente
simili e uscire storditi senza aver conosciuto niente di
nuovo, senza aver provato piacevoli sensazioni e, tanto
meno, essersi divertiti.
Lo studio di fattibilità del nuovo centro ha inizialmente individuato
una soluzione architetturale molto articolata e mossa e, grazie alla scelta
tipomorfologica ipotizzata, sono oggi previsti diversi padiglioni di dimensioni
contenute che permettano di inserire anche attività di
grande richiamo, ma che al tempo stesso, ulteriormente frazionati, possano
lasciar spazio anche ad alcuni piccoli produttori di cose buone.
Una serie di piazzette e terrazzi rappresenta la cornice ideale per questo
luogo del piacere in cui sarà possibile gustare buoni prodotti enogastronomici in totale relax e in ambiente piacevole e ben connotato anche nelle stagioni più calde.
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Inoltre, la scelta di non creare grandi padiglioni fieristici, tipologia completamente decontestualizzante e, in momenti di scarsa affluenza di pubblico, sicuramente controindicata dal punto di vista gestionale, segue in parallelo l'idea di voler creare
una serie di percorsi a misura d'uomo, spazi in cui immaginare la presenza contemporanea ma non percepibile di migliaia di persone.
Un "bazar" con tanti settori anche molto differenti fra loro nelle proposte collegati da percorsi volutamente un po' tortuosi ospiteranno produttori che potranno finalmente mostrare, in una sede temporanea o permanente, qual'è la loro storia e cosa sta alla base del proprio marchio più o meno famoso, come lavorano e quale sviluppo ipotizzano per la propria azienda.
I prodotti potranno essere così anche commercializzati ma con una particolare attenzione al momento di informazione e formazione del consumatore finale e, se possibile, in un'ottica di divertimento.
La degustazione potrà avvenire abitualmente all'interno degli spazi dedicati ma anche nei locali e ristoranti limitrofi in base a scelte concordate di volta in volta da produttori e gestori.
Eventi speciali legati ai cibi e ai vini con le mille divagazioni possibili, ben calendarizzati, scandiranno il passare delle stagioni, fenomeno mai così fondamentale come in questo settore.
Wine bar, fornerie, zupperie, gelaterie, osterie e altre tipologie di locali solo se di provata qualità saranno presenti nella cittadella del gusto; finalmente i produttori del buon cibo, del biologico vero e di prodotti tipici di nicchia potranno trovare gli spazi adeguati in cui proporre le proprie specificità al meglio e con ampio spazio alla fantasia.
Per diversificare e arricchire le proposte, saranno presenti
anche book-shops di settore, spazi
attrezzati per i corsi enogastronomici, salette
per la teleformazione in collegamento con scuole
e università, spazi interattivi per
l'educazione alimentare del bambino in un'ottica ludica, stores
di prodotti per la casa e per la cucina a volte
introvabili attraverso i normali canali di vendita.
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